Pubblicata in data 07/11/2009
(
articolo tratto da Punto
Informatico )
Due ricercatori di sicurezza di PhoneFactor, una società che fornisce
sistemi di autenticazione two-factor per i telefoni cellulari, hanno
scoperto una seria vulnerabilità nei protocolli crittografici Secure
Sockets Layer (SSL) e Transport Layer Security (TLS).
Tale falla, secondo i suoi scopritori, potrebbe consentire ad un
malintenzionato di iniettare informazioni a propria scelta all'interno
di una connessione protetta.
I protocolli SSL 3.0 e TLS 1.0
sono alla base di altri noti protocolli di Internet come HTTPS e IMAP e
proteggono ogni giorno centinaia di milioni di transazioni online:
acquisti con carta di credito, sessioni di home banking,
accesso a database remoti etc
Scoperta lo scorso agosto da
Marsh Ray e Steve Dispensa, e discussa in gran
segreto lo scorso settembre con un consorzio costituito da grandi
aziende e organizzazioni, la vulnerabilità avrebbe dovuto essere
rivelata pubblicamente solo il prossimo anno: ciò per dare il tempo ai
produttori di correggere le rispettive implementazioni di SSL/TLS. A
sconvolgere questi piani è stato un ricercatore di sicurezza
indipendente che, avendo incidentalmente scoperto la falla per proprio
conto, lo scorso mercoledì ne ha
rivelato l'esistenza su una mailing-list della
Internet Engineering Task Force (IETF): una mossa che ha costretto Ray e
Dispensa ad "uscire allo scoperto" e rivelare l'esistenza di una task
force già impegnata nella risoluzione del problema.
Come spiegato dai due esperti di sicurezza in
questo articolo, la
vulnerabilità riguarda il meccanismo di autenticazione di SSL
e può essere sfruttata da un aggressore per inserirsi all'interno di una
comunicazione protetta - un attacco noto come
man-in-the-middle - e
inserire nel flusso delle
informazioni cifrate dei comandi a sua scelta: ciò
potrebbero renderlo in grado di alterare i dati trasmessi, iniettarvi
del codice maligno e, ancor peggio, ottenere il certificato digitale del
client, assumendone così l'identità. In altre parole, nella mani di un
abile cracker la falla potrebbe essere utilizzata per manipolare ed
eventualmente dirottare una comunicazione SSL/TLS.
"Dal momento che si tratta di una vulnerabilità del protocollo, e non
semplicemente di un difetto di implementazione, l'impatto è di vasta
portata", si legge nel succitato articolo di Ray e Dispensa. "Tutte le
librerie SSL dovranno essere patchate, e le nuove copie dovranno essere
distribuite insieme a molte applicazioni client e server. Una larga
fetta di utenti sarà poi probabilmente costretta ad aggiornare ogni
software che usa SSL".
Ma se la situazione appare molto seria, c'è chi sostiene che
per gli utenti finali non c'è ragione di
allarmarsi. Il noto hacker Moxie Marlinspike, che
all'inizio dell'anno
aveva dimostrato alcune gravi debolezze nel protocollo SSL,
ha spiegato che il corrente bug riguarda una specifica forma di
autenticazione SSL, chiamata client
certificate authentication, raramente utilizzata nelle
comuni transazioni online. "Per quanto ne so, la maggior parte delle
persone che utilizzano SSL per collegarsi ad una webmail o al proprio
conto bancario non sono interessati dal problema", ha dichiarato l'hacker,
che ha poi aggiunto di non aver trovato questi attacchi "granché utili".
In
un advirosy, Ray e Dispensa
smentiscono però Marlinspike sostenendo che la
vulnerabilità da loro scoperta non è ristretta alla client certificate
authentication. Nello stesso advisory i due esperti hanno anche
pubblicato il link a
un documento PDF dove analizzano la falla e i suoi possibili scenari
d'impiego.
A tranquillizzare gli utenti
finali è tuttavia intervenuta anche VeriSign, che
per bocca del suo vice presidente al marketing Tim Callan
ha fatto sapere che il problema non rappresenta una grande minaccia
per i navigatori del Web. "Sebbene la vulnerabilità possa essere
sfruttata per aggiungere del codice maligno all'interno di un flusso
dati SSL, questa non può essere in alcun modo utilizzata per decifrare
la comunicazione e sottrarre dati sensibili", ha dichiarato Callan. "Ciò
non toglie che per i grandi siti web e per un buon numero di corporation
la vulnerabilità sia molto seria e urgente"
PhoneFactor ha fatto sapere che il gruppo di aziende e organizzazioni
che sta affrontando l'emergenza - gruppo comprendente, fra gli altri,
Microsoft, Intel, Nokia, IBM, Cisco, Open SSL, Apache, NSS, Red Hat e
IETF - ha già raggiunto un
accordo sui metodi da seguire per risolvere il problema
e ha stilato delle linee guida per mitigare da subito i rischi derivanti
dalla falla. IETF ha anche aperto
un thread dove si sta discutendo la bozza di una correzione al
protocollo TLS: nel momento in cui si scrive, però, il sito risulta
irraggiungibile (si veda in tal caso la
cache di Google).
|